Inviato da Diego Vacca, menbro della legazione sarda in Kurdistan.
Nonostante la grande mobilitazione popolare il clima rimane pesante. Tutti ci sembrano consapevoli e determinati a resistere, ma nello stesso tempo timorosi e guardinghi (e, naturalmente, attenti alla nostra sicurezza). Non hanno scelta e noi dobbiamo partire senza sapere come e in quanto tempo usciremo da questo inferno. Nella via del ritorno dobbiamo attraversarne un altro, quello di Van, dove non possiamo fermarci, e superare altri numerosi check-points, prima di Van e dopo, sulla via per Bingöl, che abbiamo scelto come tappa, per poi convergere su Diyarbakir. Ma abbiamo deciso di partire dopodomani: qui abbiamo ancora da fare.
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